Coltivare resilienza in tempi di crisi in Libano

Coltivare resilienza in tempi di crisi in Libano

Il Libano è oggi uno dei Paesi più complessi e fragili della regione MENA, ma anche uno dei più dinamici e resilienti. Su una popolazione di circa 5,8 milioni di abitanti, quasi una persona su cinque è rifugiata. Nel Paese convivono da anni comunità libanesi, palestinesi e siriane, legate da una storia comune e da relazioni economiche e sociali che precedono i confini moderni. I lavoratori siriani, in particolare, svolgono da decenni un ruolo fondamentale nell’agricoltura libanese, contribuendo in modo determinante alla produzione e alla sicurezza alimentare.

Dal 2019, il Libano attraversa una delle crisi economiche e finanziarie più gravi della sua storia. Il collasso del sistema bancario, il congelamento dei depositi in valuta estera, l’elevato debito pubblico e la forte dipendenza dal dollaro hanno compromesso profondamente il funzionamento dell’economia. A questa crisi si sono aggiunti la pandemia, l’esplosione del porto di Beirut e, più recentemente, il riaccendersi del conflitto nel sud del Paese. Nei primi mesi del 2026, oltre un milione di persone si è spostato verso il nord e verso Beirut per sfuggire ai nuovi bombardamenti.

In questo contesto, l’agricoltura continua a rappresentare un presidio essenziale di stabilità economica e sociale. Dove le condizioni di sicurezza lo consentono, i campi vengono coltivati e le famiglie rurali proseguono le attività di semina, cura e raccolta. L’agricoltura non può attendere e rimane una fonte vitale di reddito, occupazione e approvvigionamento alimentare per il Paese.

Il Libano registra uno dei più elevati tassi di esclusione finanziaria dell’area MENA. Dopo il collasso del sistema bancario, gran parte dell’economia si basa su transazioni in contanti, mentre la microfinanza si è dimostrata uno dei pochi strumenti ancora in grado di sostenere famiglie e piccole imprese seppure il loro portafoglio non riesca a crescere per la mancanza di provvista visto il profilo di rischio del paese.

Allo stesso tempo, le rimesse dall’estero, pari a circa un terzo del PIL, e gli aiuti umanitari distribuiti tramite piattaforme digitali stanno trasformando rapidamente le modalità di accesso ai servizi finanziari.

In questo scenario, sostenere le imprese agricole e agroalimentari significa investire nella resilienza del Paese. È necessario promuovere un’agricoltura sostenibile, favorire il ricambio generazionale, rafforzare i mercati locali e consolidare il collegamento con i mercati internazionali. Per farlo occorrono competenze tecniche, risorse finanziarie e partenariati che valorizzino il capitale sociale, economico e ambientale presente nei territori.

Non possiamo voltare le spalle alle realtà produttive che continuano a investire e a creare valore nonostante le difficoltà. Oggi più che mai, il Libano ha bisogno di strumenti innovativi di inclusione finanziaria e di sviluppo locale per trasformare la resilienza delle comunità in un percorso concreto di ricostruzione e crescita sostenibile.